SUGARAY RAYFORD

Dall’officina del blues è sbucato Sugaray Rayford – all’anagrafe Caron Nimoy Rayford – 46enne texano.

Il blues è un genere musicale longevo, anche se non sempre riesce a proporre un ricambio all’altezza delle aspettative degli appassionati. Per fortuna tra gli alti e i bassi della storia, escono ogni tanto dalla fucina delle sue dodici battute nomi capaci di sorprendere ed entusiasmare. Dall’officina del blues è sbucato Sugaray Rayford – all’anagrafe Caron Nimoy Rayford – 46enne texano trapiantato in California, che gli appassionati conoscono già come vocalist dei Mannish Boys, forse la band di migliore groove e qualità degli ultimi dieci anni.

Sugaray è cantante ed autore di poderosi dimensioni fisiche, il classico bluesman del Sud nato in una famiglia di ristrettissime condizioni economiche, con anni ed anni trascorsi andando con la nonna ogni giorno alla celebrazione della Bethel Temple Church of God In Christ di Tyler, centro agrario a un centinaio di miglia da Dallas (negli States queste cose – famiglia indigente, ragazzino che cresce cantando alle celebrazioni religiose – non sono solo racconti confinati agli anni ’40, ma vicende reali di questi nostri ultimi decenni).

Due metri di altezza per 160 chilogrammi di peso, e un timbro vocale talmente unico da poter abbattere aerei in volo oppure far innamorare qualcuno mentre lo si ascolta: è più o meno la descrizione spiccia di una delle voci più interessanti ci siano in giro attualmente nel territorio del soul/blues/RnB.

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